
SHODO
書道
La Shodō (書道) noto anche come Shūji (習字) è l'arte della calligrafia giapponese. Introdotta in Giappone intorno al 600 d.C., compare in testi come lo Hokke Gisho ed il Kongō Jōdaranikyō. Durante il periodo Heian (794–1185), calligrafi come Ono no Michikaze gettarono le basi di una nuova estetica calligrafica, che incorporava la sillabazione kana.
Nelle epoche Kamakura e Muromachi un grande inpulso alla discipline fu dato dai monasteri zen, e dalle opere di Fujiwara no Teika e di Ikkyū Sōjun, che la integrò nella cerimonia del tè. Durante il periodo Edo ed il periodo Meiji lo shodo si interfacciò con la poesia e le arti figurative, andando a ridefinire il concetto di estetica giapponese. In epoca contemporanea, viene insegnato insegnato nelle scuole elementari e medie, riscuotendo un certo interesse anche nelle scuole superiori e nelle univerità, che offrono programmi specializzati per la formazione di insegnanti di calligrafia.
Esistono diversi stili calligrafici:
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Scrittura sigillare (篆書 Tensho): lo stile più antico, comunemente utilizzato principalmente per le titolazioni.
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Scrittura ufficiale (隷書 Reisho) Caratterizzato da tratti marcati all’inizio e alla fine, ha trovato il massimo sviluppo durante il periodo Edo.
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Scrittura regolare (楷書 Kaisho): Utilizzato in ambito religioso per la copiatura dei sutra.
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Scrittura semi-corsiva (行書 Gyōsho,): uno stile fluido e curvilineo, molto usato nel periodo Heian. .
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Scrittura corsiva (草書 Sōsho): usata inizialmente per prendere appunti, è riconoscibile per i tratti che terminano con curve a onda verso l’alto a destra.






